La delusione delle donne al potere: tra rinnovamento mancato e opportunismo

Non è il cambiamento che temiamo, è la responsabilità di esso.” — Maya Angelou  L’illusione di un rinnovamento radicale grazie alla presenza delle donne nei luoghi di potere—politica, economia, cultura e arte—si è spesso scontrata con una realtà più complessa. Pur avendo raggiunto posizioni di visibilità, molte donne al potere non hanno portato le trasformazioni […]

Non è il cambiamento che temiamo, è la responsabilità di esso.” — Maya Angelou 

L’illusione di un rinnovamento radicale grazie alla presenza delle donne nei luoghi di potere—politica, economia, cultura e arte—si è spesso scontrata con una realtà più complessa. Pur avendo raggiunto posizioni di visibilità, molte donne al potere non hanno portato le trasformazioni sperate, adattandosi piuttosto ai sistemi esistenti. La promessa di un cambiamento nelle politiche di genere e nelle narrazioni sociali, culturali e artistiche si è spesso infranta di fronte a compromessi e continuità con il passato.

Donne come Giorgia MeloniElly SchleinUrsula von der LeyenKamala HarrisChristine Lagarde, le registe italiane come Alice Rohrwacher e Paola Randi, e molte altre scrittrici e registe internazionali, pur essendo esemplari di successo, non sono riuscite a provocare il cambiamento radicale che ci si aspettava. Nonostante l’aumento della rappresentanza femminile, la politica e la cultura continuano a essere dominati da narrazioni tradizionali.

Il Caso di Giorgia Meloni: Potere Senza Cambiamento

L’elezione di Giorgia Meloni come prima donna presidente del Consiglio in Italia è stata vista come un simbolo di rottura. Tuttavia, la sua politica non ha tradotto questa novità in un vero rinnovamento. La sua leadership si inserisce perfettamente in un quadro conservatore, continuando a promuovere politiche economiche e sociali tradizionali senza mettere in discussione le gerarchie politiche italiane.

Elly Schlein: La Leader del PD e la Quasi-Rivoluzione Mancata

L’elezione di Elly Schlein a segretaria del Partito Democratico ha sollevato molte aspettative. Giovane e progressista, Schlein sembrava pronta a scardinare gli equilibri del PD, ma la sua leadership non è riuscita a portare quella discontinuità necessaria per rilanciare il partito. Nonostante il suo profilo inclusivo, ha continuato a navigare le stesse acque politiche che avevano già condotto il PD in una fase di stagnazione.

Ursula von der Leyen: Un’Europa Conformista?

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha avuto un ruolo importante nel rendere visibile la presenza femminile nelle alte cariche politiche. Tuttavia, la sua leadership non ha trasformato l’Europa. Nonostante alcune iniziative significative, come il Green Deal europeo, il suo approccio alle questioni economiche e sociali ha continuato a riflettere le politiche di austerità e centralizzazione che caratterizzano l’Unione Europea da anni.

Kamala Harris: La Delusione di una “Prima” Vicepresidentessa e la Sconfitta contro Trump

Kamala Harris, prima donna di colore vicepresidente degli Stati Uniti, non ha portato il cambiamento radicale che molti speravano. La sua figura è stata spesso in ombra rispetto a quella di Joe Biden, e le sue politiche non hanno scosso le fondamenta del potere negli Stati Uniti, dove il potere rimane nelle mani di un’élite bianca e maschile. Inoltre, Harris ha perso contro Donald Trump nelle elezioni presidenziali, non riuscendo a convincere l’elettorato e a fare fronte alle sfide poste dall’ex presidente, segnando un fallimento nel tentativo di dare una direzione politica completamente nuova agli Stati Uniti.

Christine Lagarde e la BCE: Potere Femminile, ma Senza Sostanza

Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, è stata la prima donna a ricoprire questo incarico, ma la sua leadership non ha alterato le politiche monetarie neoliberiste che favoriscono le disuguaglianze economiche. Le sue scelte hanno continuato a sostenere l’economia tradizionale, senza offrire una vera alternativa alle disuguaglianze che persistono in Europa.

Schein, Mertzola, e il Cambiamento Non Pervenuto

Nel contesto delle politiche internazionali e delle organizzazioni sovranazionali, anche Roberta Mertzola (presidente del Parlamento Europeo) e Doris Schein non sono riuscite a provocare un cambiamento significativo. Nonostante il loro profilo pubblico, non hanno scosso le strutture consolidate dell’Unione Europea o delle istituzioni internazionali.

L’Industria dell’Arte: Marina Abramović e l’Opportunismo Commerciale

Nel mondo dell’arte, figure come Marina Abramović hanno ottenuto grande visibilità, ma la sua continua ricerca del sensazionalismo è stata criticata per aver fatto più da specchio a un mondo dell’arte commerciale che a una vera ricerca artistica. Abramović ha trasformato la sua immagine in un brand, ma non ha contribuito a una trasformazione profonda del panorama artistico contemporaneo.

Le Registe Femminili Italiane: L’Illusione di un Cinema Nuovo

Nonostante l’ingresso di donne come Alice RohrwacherPaola Randi e Valeria Golino nel mondo della regia cinematografica, il cinema italiano non ha visto una vera rivoluzione. Le loro opere, pur apprezzate, non sembrano scardinare le tradizioni cinematografiche italiane né proporre nuovi linguaggi o narrazioni radicali sulle esperienze femminili.

Le Registe e Scrittrici Internazionali: Tra Successo e Adattamento ai Modelli Tradizionali

Anche a livello internazionale, molte registe e scrittrici che hanno raggiunto visibilità non hanno dato vita al tanto atteso cambiamento radicale.

Greta Gerwig, regista di Lady Bird e Piccole donne, pur essendo lodata per il suo approccio innovativo e il suo stile distintivo, non ha completamente rivoluzionato il cinema hollywoodiano, che continua a essere dominato da narrative tradizionali, spesso incentrate su storie di crescita e conflitto interne, senza una vera critica alle strutture di potere.

Chimamanda Ngozi Adichie, autrice di best-seller come Mezzo sole giallo e Americanah, ha ottenuto un successo mondiale, ma le sue opere continuano a trattare temi di identità e cultura che, pur fondamentali, non sembrano scardinare in modo significativo le strutture di potere o l’industria editoriale, che rimangono ancora appannaggio di voci dominanti.

Lulu Wang, regista de The Farewell, ha ricevuto riconoscimenti internazionali per il suo lavoro, ma anche la sua visione, seppur potente, rimane ancorata a temi universali di famiglia e identità, senza proporre un cambiamento radicale nella rappresentazione della cultura asiatica o nel panorama cinematografico.

Lo Spettacolo: Luciana Litizzetto e Geppi Cucciari, Donne di Successo, Ma Inconcludenti

In Italia, Luciana Litizzetto e Geppi Cucciari sono due figure prominenti nel panorama comico e televisivo, ma la loro comicità non ha mai sfidato veramente le strutture di potere. Pur essendo talentuose, le loro performance si limitano spesso a satira leggera, senza affrontare in profondità le questioni politiche o sociali. Nonostante la visibilità raggiunta, entrambe non sono riuscite a proporre una riflessione più critica sulla condizione femminile o sulle strutture di potere in Italia.

Conclusioni: Un Potere Femminile Senza Sostanza

Nonostante la crescente presenza femminile in politica, economia, cultura e arte, il cambiamento radicale tanto atteso non è ancora arrivato. Le donne al potere si sono adattate ai sistemi esistenti, senza riuscire a scardinare le strutture che avrebbero dovuto sovvertire. La vera rivoluzione femminile, quella che potrebbe portare a un cambiamento profondo, sembra ancora lontana.

In questo contesto, possiamo solo sperare che le donne al potere inizino finalmente a osare, senza paura delle implicazioni politiche e sociali che un cambiamento radicale comporterebbe. 

Carlo Di Stanislao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *